pubblicato da luca, il 01 Mar 2010
La settimana della moda di Milano è una dei più importanti eventi del mondo della moda e del fashion, un appuntamento imperdibile per valutare quale saranno le linee guida della moda nel prossimo futuro, ed una passerella inevitabile per tutti i grandi della moda. Prada è stata sicuramente una delle più attese e gettonate tra le collezioni e la recente sfilata delle collezioni autinno inverno 2010/2011 per donna e èer uomo farà sicuramente parlare di se.
L'intera sfilata della collezione donna, che si può agevolmente rivedere, come anche quella uomo sia su YouTube che direttamente da sito di Prada, dimostra una ispirazione stilistica che va controcorrente rispetto ai canoni stilistici attuali, ed ai trend della scorsa stagione. Sulla passerella infatti Prada presenta una donna altera e sofisticata, elegante ed aristocratica. Niente strizzatine d'occhio alle subculture metropolitane, niente accenni all'epoca contemporanea, le donne che sfilano in passerella, tra le altre anche la celebre Miranda Kerr, testimonial d'eccezione delle collezioni di intimo di Victoria's Secret, sembrano appartenere ad un mondo di bon ton e di classe lontano ed esclusivo. In acconciature cotonate e nastri in puro stile sixties, le modelle di Prada sfoggiano abiti stretti in vita o a tubino, con tessuti preziosi e finemente lavorati, con una gamma cromatica che riflette la stagione in cui verranno indossati, caldi marroni, beige, grigi e tanto nero. Da notare soprattutto l'attenzione ad esaltare una silhouette più femminile del sopito, un altro elemento che pone Prada in controtendenza rispetto alla sensibilità attuale, tutta protesa verso la seduzione dell'androgino oppure dell'ambiguità e della provocazione. Molta attenzione dunque per le scollature, che vengono esaltate non solo attraverso un supporto rigido e sottolineato dei seni, ma anche dal taglio squadrato e profondo, e dall'applicazione di ulteriori inserti e volute di tessuto.
Qualche concessione alla modernità tuttavia Prada la concede, quando fa sfilare le modelle su tacchi altissimi, rigorosamente sopra i 12 centimetri, così come qualche vezzo originale e provocatorio si intravede per esempio nelle calze al ginocchio, un look da candida collegiale vezzosa, che tende a stemperare leggermente il rigore generale dell'abito. Tra i modelli esibiti inoltre qualche Originale ed interessante anche l'uso di caldi calzettoni spessi e morbidi abbinati a sandali sottili e vertiginosi.
Altri elementi in pieno look anni '60 i colletti squadrati con inserti di pelle e pelliccia, e gli ampi maglioni tricot stretti in vita su gonne a trapezio.
Se per la donna l'effetto sixties è sicuramente molto accentuato, analogo discorso anche per la collezione maschile. Un uomo sobrio e molto giovanile, che sembra appena uscito dagli anni della contestazione sessantottina di cui ha mantenuto una certa negligenza formale, come il pullover attillato e stretto in vita che lascia trasparire la camicia in vita. Giacchette corte ed attillate, e pantaloni dal taglio classico e lineare, che lasciano trasparire la fisicità maschile nelle spalle, nel girovita scolpito, e nel fondo schiena accentuato. Anche i cappotti sono sottili ed attillati, ed anche per l'uomo i colletti sono ampi e squadrati con inserti in maglia o in pelliccia talvolta con tessuti fantasia ed “optical”. Sebbene anche per l'uomo prevalgano i toni neutri dei colori invernali, con profusione di beige e neri, qualche concessione ad una gamma cromatica più estesa nei pulloverini e nei giacconi a grandi tasche, sixties anche loro, con colori persino un po' osè come il rosa.
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